Il borgo di Sermoneta: il fascino del medioevo e il Castello Caetani
Il borgo medievale di Sermoneta
Quando sono arrivata al borgo di Sermoneta, ne ho subito sentito la magia e l’autenticità. Le case in pietra, le porte ad arco e vicoli medievali che sembrano custodire segreti antichi. Il borgo si sviluppa in salita, con vicoli stretti che si intrecciano come un labirinto medievale. Ad ogni angolo c’era un dettaglio che catturava il mio sguardo: un portale scolpito, un’antica iscrizione, un panorama improvviso sulla Pianura Pontina.

Ho continuato a perdermi tra i vicoli di Sermoneta. Ho raggiunto la Cattedrale di Santa Maria Assunta che si trova nel cuore del borgo medievale di Sermoneta ed è uno dei suoi monumenti più significativi. La chiesa ha origini molto antiche: fu costruita nel XIII secolo sui resti di un tempio romano dedicato alla dea Cibele, segno di come la fede cristiana si sia sovrapposta a culti più antichi. All’interno conserva preziosi affreschi del Quattrocento attribuiti alla scuola di Benozzo Gozzoli, che raccontano episodi biblici con colori vivaci e grande attenzione ai dettagli.

Camminare tra queste stradine è già un viaggio nel tempo. Eppure, la vera sorpresa mi aspettava poco più in alto: il Castello Caetani.
La visita al Castello Caetani
La storia e i protagonisti
Nel XIII secolo, il Papato donò ai Baroni Annibaldi la città di Sermoneta sulla Rocca di Sermoneta, e quindi anche la rocca costituita da due torri. Si trattava di una residenza fortificata, che dominava il borgo e strategicamente la via Appia non distante, importante crocevia commerciale. Ma furono i Caetani, la potente famiglia che diede i natali a Papa Bonifacio VIII, ad acquistarlo e a trasformarlo in una delle fortezze più imponenti del Lazio. Passò poi sotto il dominio dei Borgia, con Lucrezia Borgia che per un periodo ne fu signora. I Borgia innalzarono le cinte murarie con al centro il camminamento e la Cittadella. Nel ‘500 tornò ai Caetani, che lo arricchirono di eleganza e lo resero centro culturale e politico. È rimasto di proprietà della famiglia fino all’ultima erede Lelia, di figlia di Roffredo e Marguerite Caetani. Scomparsa nel 1977 senza eredi, ha lasciato tutto alla Fondazione Roffredo Caetani che continua a gestire il castello e il Giardino di Ninfa.
L’ingresso e i cortili
Varcato il grande portone si attraversa il primo ponte levatoio. Quindi si percorre un tragitto in salita, ed infine il secondo ponte levatoio.


Varcato il secondo ponte levatoio si accede alla Piazza d’Armi, dove un tempo i soldati montavano la guardia. Al centro si erge la cisterna. Le alte mura di cinta e la torre domina la piazza raccontano secoli di assedi subiti e respinti.

Dal cortile si scende per una scala che conduce alle imponenti scuderie. È interessante notare che il numero degli scalini varia: sono meno, a sinistra, per permettere il passaggio dei cavalli, mentre sono più numerosi, a destra, per le persone.

Il soffitto a volta della scuderia è stato realizzato con l’ausilio del bamboo per creare un ambiente caldo d’inverno e fresco d’estate. Tutt’ora la stalla, in perfette condizioni, ospita concerti organizzati dai conservatori.

Si notano una serie di ganci sul soffitto al centro della volta. Questi servivano per sollevare i cavalieri dalle armature pesanti per consentire loro di montare sui cavalli.

Le stanze interne
La visita prosegue attraverso varie stanze, ognuna con un fascino particolare.
- La Sala del Cardinale: decorata con affreschi del ‘600, testimonia la presenza della Chiesa e il legame dei Caetani con il papato. Qui è esposto il tavolo in legno originale diviso in due parti accostati al muro che all’occorrenza veniva unito.

- La Sala dei Baroni: ampia e severa, un tempo usata per banchetti e consigli politici. Qui si decidevano le sorti del territorio. Lunga 22 metri, è suddivisa in quattro campate da archi a sesto acuto.

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Le Camere Pinte: impreziosite da colorati affreschi mitologici, recentemente ristrutturati, e da mobili dell’800. In una di queste sono raffigurate le sette virtu e gli opposti di queste. Gli artisti che hanno affrescato queste camere erano della scuola del Pinturicchio.

- Le cucine: con accesso diretto al cortile, erano un punto nevralgico del castello. Una parte dell’ambiente era un vero e proprio forno cui il tetto è a forma di canna fumaria che termina con un buco di sfogo.


- La Stanza del Signore: una delle stanze più ampie e sontuose del castello con esposti i mobili dell’epoca.

- La cittadella: forse la parte più caratteristica del castello Caetani. Vi si accede da una ripida scalinata che conduce sulle mura di cinta che circondano e difendono il castello.

Lungo la cinta muraria corre il camminamento di ronda, un percorso che un tempo serviva alle guardie per sorvegliare e difendere il castello. Le mura seguono l’andamento del terreno e offrono ancora oggi una vista suggestiva sul borgo e sulla pianura sottostante.


In alcuni punti, il camminamento diventa coperto, offrendo riparo ai soldati durante le piogge o gli assedi. Questo passaggio, ancora ben conservato, permette di immaginare la vita quotidiana dei difensori del castello e la cura con cui fu progettata ogni parte della fortificazione. Un vero labirinto in cui stare attenti a non restare troppo indietro al gruppo di visita.

Un’esperienza che resta nel cuore
Il borgo di Sermoneta e il Castello Caetani custodiscono secoli di storia, leggende e tradizioni. Ho sentito davvero di camminare tra i secoli, accompagnata da personaggi che hanno reso grande questo luogo. Se vuoi vivere un’esperienza autentica, tra cultura, storia e panorami mozzafiato, non puoi perderti Sermoneta.

Come arrivare al borgo di Sermoneta
Sermoneta si trova ai piedi dei Monti Lepini, in provincia di Latina, a circa un’ora di auto da Roma. La sua posizione la rende perfetta sia per una gita di un giorno che per un weekend.
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In auto da Roma: prendere l’Autostrada A1 in direzione Napoli, uscita Valmontone o Frosinone, e proseguire verso Latina seguendo le indicazioni per Sermoneta. In alternativa, dalla Via Appia o dalla via Pontina si raggiunge facilmente la zona. Ci sono diversi parcheggi gratuiti all’ingresso della zona pedonale. Ma fai attenzione che alcune aree sono ad uso esclusivo dei residenti.
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In treno: la stazione più vicina è Latina Scalo, sulla linea Roma–Napoli. Dalla stazione si può arrivare a Sermoneta in taxi (10 minuti circa) oppure con bus locali.
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In autobus: ci sono collegamenti Cotral da Latina e da altri centri del Lazio, ma l’auto rimane la scelta più comoda.
Biglietti e visita guidata del Castello Caetani
Il castello si visita solo tramite visite guidate organizzate, per proteggere e valorizzare al meglio gli ambienti storici. Non è quindi possibile girare liberamente le sale. Personalmente l’ho trovato un grande valore aggiunto: la guida ti accompagna passo passo, raccontando aneddoti, leggende e curiosità che rendono la visita davvero speciale. Durante il percorso, che dura circa un’ora, si attraversano i cortili, le torri e le principali sale interne.

Dove acquistare i biglietti
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I biglietti si acquistano direttamente presso la biglietteria all’ingresso del castello.
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In alternativa, è possibile prenotare online tramite il sito ufficiale della Fondazione Roffredo Caetani o tramite i portali turistici del Comune di Sermoneta.
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Per gruppi e scuole è consigliata la prenotazione anticipata.
Orari e costi
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Gli orari variano a seconda della stagione (in genere mattina e pomeriggio, con chiusura a pranzo).
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Il costo del biglietto è contenuto, con riduzioni per bambini, studenti e over 65.
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L’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni.
Consulta sempre prima della tua visita il sito ufficiale per prezzi e informazioni aggiornate.

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